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mercoledì 11 luglio 2012

federica diomei italia
Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
Amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

federica diomei Warner Bros Italia











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sabato 7 luglio 2012


Albert Camus                                                                               federica diomei warner bros

Albert Camus (Mondovi, auj Deraan, Algeria, 1913 - Villeblevin, 
Yonne, 1960).

Romanziere, drammaturgo, saggista, giornalista e partigiano, 
Albert Camus è forse per antonomasia  il tipico rappresentante
dell'intellettuale francese del dopoguerra. Profondamente 
impegnato nelle lotte e nei dibattiti del suo tempo, continua, 
nonostante i malintesi che la sua notorietà stessa ha procurato 
alla sua opera lucida e sincera, a svolgere un ruolo di primo 
piano nella letteratura del XX secolo.

La memoria di una giovinezza misera sembra avere definitivamente orientato una sensibilità che gli onori non hanno mai sviato: nel 1957, a Stoccolma, di fronte alle teste coronate, il nuovo premio Nobel della letteratura renderà, dalla tribuna, omaggio al suo insegnante di filosofia (Jean Grenier).

Un uomo povero 
Albert Camus nacque a Mondovi nel 1913, in una famiglia più che modesta. Allo scoppio della prima guerra mondiale suo padre, operaio agricolo, è ucciso al fronte; sua madre si trasferisce ad Algeri in un alloggio modesto, e vive di lavori domestici e di altri impieghi saltuari. Camus assegnerà  più tardi a quest'esperienza della povertà la funzione di una vera scuola di vita. Suo zio, un macellaio, lettore dilettante, gli passa il piacere della lettura e dei libri. Ma il giovane preferisce ancora dedicare il suo tempo all'amicizia, ai bagni di mare e  al calcio. Incoraggiato dal suo insegnante di filosofia Jean Grenier, beneficia di una borsa di studio che gli permette di proseguire i suoi studi al liceo quindi all'università di Algeri, dove consegue la laurea in  filosofia. Ma di salute fragile e temendo la routine, rinuncia all'insegnamento.

L'entrata in letteratura
Nel 1934 contrae  il suo primo matrimonio, che durerà soltanto due anni, e si iscrive al partito comunista, che lascerà tre anni più tardi. Si  cerca nella vita e si trova nella letteratura. Il dritto e il rovescio (1937), la sua prima prova, contiene già i temi principali della sua opera: il sole, la solitudine, l'assurdità del destino degli uomini. Nel 1939, Nozze conferma le sue doti d'autore e una acuta sensibilità cui la meditazione filosofica  non può bastare. Il giovane autore riesce a conciliare il suo amore per la scrittura con  la riflessione e l'azione sia come   giornalista  presso "Alger républicain" che come animatore di un gruppo teatrale. La seconda guerra mondiale giunge allora a modificare il corso delle cose. La censura determina la scomparsa del giornale al quale lavorava, e Camus è allontanato dall'esercito per motivi di salute.


L'elaborazione di una filosofia
Si risposa  e lascia l'Algeria per la Francia. A Parigi, entra nella Resistenza nella cellula "Combat", dove svolge attività di  informazione e di giornalismo clandestino. Soprattutto  lavora a ciò che già si può definire il "ciclo dell'assurdo". Dal 1940 al 1945, in tre opere capitali, elabora la sua "filosofia". Meursault, ne Lo straniero, uccide un Arabo quasi per caso ed esperisce  nella sua cerchia l'indifferenza del mondo. Al teatro è Caligola,  interpretato da Gérard Philipe, che spinge l'assurdità delle cose fino a suscitare la rivolta.Il mito di Sisifo affronta le stesse tematiche con taglio teorico: in mancanza di un senso della vita, l'uomo può superare l'assurdità con la "révolte tenace" contro la sua condizione.
Questi lavori sono all'origine dei suoi primi successi ma anche delle prime critiche e dei primi malintesi. Presentato dalla stampa come un filosofo disperato, è associato a Jean-Paul Sartre ed alla corrente esistenzialista, etichetta cui invano cerca di sottrarsi. Ma ormai  fa parte a pieno titolo dell'intelligentsia francese. La casa editrice  Gallimard lo accoglie nel suo comitato di lettura.


Dalla rivolta al  premio Nobel
Alla Liberazione è redattore-capo di "Combat" e prende ormai posizione su tutti i grandi temi che scuotono il mondo: la bomba atomica, i movimenti di decolonizzazione, la pena di morte. Viaggia in Algeria, in America e ovunque prova forti emozioni per la miseria delle popolazioni.
Fin dal 1947, ha iniziato un nuovo ciclo sulla rivolta con un romanzo, La peste, dove l'umanità è posta davanti al simbolo di un male insormontabile. I terroristi russi messi in scena ne I giusti si interrogano anch'essi sul senso dei loro atti allo stesso tempo portatori di morte e di giustizia.

Polemiche e crisi morale
La suo opera  L'uomo in rivolta genera un   lungo e violento dibattito: alcuni giornalisti lo attaccano, ma anche alcuni  partiti  politici e intellettuali come Jean-Paul Sartre o André Breton, che gli rimproverano delle inclinazioni "borghesi". Camus si difende, si spiega, risponde. La polemica dura un anno e finisce per deprimerlo, mentre la sua salute si deteriora. Abbandona  per un po' il romanzo e si dedica ad adattamenti teatrali di autori stranieri:Dostoevskij, Calderón, Buzzati, Faulkner. Continua d'altra parte ad intervenire a favore delle vittime, contro i carnefici. Questo ripiegarsi  su se stesso non è né un riflusso né una  rinuncia. Infatti la crisi che attraversa trova presto la sua espressione letteraria e, nel 1956, pubblica La caduta, un romanzo che segna un mutamento del suo stile: ad Amsterdam, lontano dal cielo mediterraneo, un ex avvocato confessa la sua cattiva coscienza e la sua colpa  in un monologo pieno d'ironia e di sarcasmi. Una raccolta di racconti  esce  l'anno successivo, L'esilio ed il regno, dove sono espressi più dubbi che certezze.

La consacrazione
Come Jonas, il pittore di uno dei suoi testi, chiuso in una gabbia per sfuggire i visitatori, così Camus si sente prigioniero del suo pubblico, sia che esso  lo ammiri o che lo detesti. Se la celebrità gli pesa, tuttavia raggiungerà il suo culmine. Nel 1957 gli viene assegnato  il premio Nobel per la  letteratura. Ha quarantatre anni, è il più giovane autore mai premiato a Stoccolma. Questa consacrazione internazionale aumenta la sua stanchezza ma non intacca la  sua energia: mette presto in cantiere un nuovo romanzo, Il primo uomo, rimasto incompiuto (e pubblicato ben oltre  dopo la sua morte, nel 1994), di cui si può solo dire che avrebbe inaugurato un "ciclo dell'amore".

Il 4 gennaio 1960, Camus rientra a Parigi con il suo editore. Vicino a Villeblevin, nell'Yonne, l'automobile va a sbattere contro un albero. Morte assurda, che dà tuttavia alla sua opera una triste unità. I taccuini che ha lasciato testimoniano lo sforzo costante di una vita tesa alla chiarezza e all'autenticità. warner

Albert Camus

Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice. 










Federica Diomei Warner Bros Italia 

mercoledì 23 maggio 2012

Love is blindness

federica diomei italia
Federica Diomei Warner Bros Italia 
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lunedì 21 maggio 2012



Barney, this makes me think of you. I would dance with you any time, anywhere, anyplace.

Federica Diomei Warner bros Italia

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gotye




Meravigliosa.
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mercoledì 2 maggio 2012

Ho fatto naufragio senza tempesta in un mare nel quale si tocca il fondo con i piedi. Fernando Pessoa
Federica Diomei Warner Bros Italia 

sabato 28 aprile 2012

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri. federica diomei warner bros

warner 

Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredita’
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?

Federica Diomei Warner Bros Italia 
Federica Diomei

Ciò che noi facciamo non viene mai capito, ma soltando lodato o biasimato

Friedrich Nietzsche

Federica Diomei Warner Bros Italia 

giovedì 19 aprile 2012

Il nuovo video dei Keane

Questo video mi è piaciuto un sacco! Federica Diomei
Federica Diomei Warner Bros Italia 

venerdì 6 aprile 2012

Will Hunting - monologo


Dal film "Nostalghia" di Andrej Tarkovskij.

"Quale antenato parla in me? Io non posso vivere contemporaneamente nella mia testa e nel mio corpo. Per questo non riesco ad essere una sola persona. Sono capace di sentirmi un’infinità di cose contemporaneamente. Il male vero del nostro tempo è che non ci sono più i grandi maestri.
La strada del nostro cuore è coperta d’ombra; bisogna ascoltare le voci che sembrano inutili; bisogna che dai cervelli occupati dalle lunghe tubature delle fogne e dai muri delle scuole, dagli asfalti e dalle pratiche assistenziali, entri il ronzio degli insetti. Bisogna riempire gli orecchi e gli occhi di tutti noi, di cose che siano all’inizio di un grande sogno. Qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi. Non importa se poi non le costruiremo. Bisogna alimentare il desiderio. Dobbiamo tirare l’anima da tutte le parti come se fosse un lenzuolo dilatabile all’infinito. Se volete che il mondo vada avanti dobbiamo tenerci per mano. Ci dobbiamo mescolare i cosiddetti sani e i cosiddetti ammalati. Ehi, voi sani, che cosa significa la vostra salute? Tutti gli occhi dell’umanità stanno guardando il burrone dove stiamo tutti precipitando. La libertà non ci serve se voi non avete il coraggio di guardarci in faccia, di mangiare con noi, di bere con noi, di dormire con noi. Sono proprio i cosiddetti sani che hanno portato il mondo sull’orlo della catastrofe"

federica diomei warner bros

E' tempo di morire

Federica Diomei

una felicità delirante