La delusione amorosa per la fine del rapporto sentimentale con l'attrice americana Constance Dowling, cui dedicò i versi di Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - ed il disagio esistenziale, lo indussero così al suicidio il27 agosto del 1950, in una camera dell'albergo Roma, a Torino, che aveva occupato il 26 agosto. Venne trovato morto disteso sul letto dopo aver ingerito più di dieci bustine di sonnifero.
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Il 17 agosto aveva scritto sul diario che venne pubblicato postumo nel 1952 con il titolo Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950: "Questo il consuntivo dell'anno non finito, che non finirò." ed il 18 agosto aveva chiuso il diario scrivendo:
Il 17 agosto aveva scritto sul diario che venne pubblicato postumo nel 1952 con il titolo Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950: "Questo il consuntivo dell'anno non finito, che non finirò." ed il 18 agosto aveva chiuso il diario scrivendo:
| « Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriverò più.» |
Sulla prima pagina dei "Dialoghi con Leucò" che si trovava sul tavolino aveva scritto:
| « Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.» |
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